Vorrei fare una piccola premessa spesso i miei post non hanno immagini, ma spero riuscirete a vederle attaverso le mie parole se vi andrà di leggerle
grazie...:)


mercoledì 1 maggio 2013

Oggi...



...è una giornata amara, quasi ironica, una festa del lavoro  inopportuna,  come fare gli auguri ad un funerale il nostro forse, visto che siamo tutti un po' morti dentro mentre giorno dopo giorno cerchiamo di tirare avanti a fatica, chi senza lavoro e chi per assurdo nonostante il posto fisso, tutti impoveriti e spremuti, tutti, tranne chi di ricchezza materiale ne ha tanta, troppa da sempre e non sarebbe capace di vivere da povero...è un po' morta anche la nostra capacità di godere delle cose fondamentali e delle ricchezze più autentiche, di un cielo azzurro, del sorriso di tuo figlio, di una passeggiata al mare, del rossetto nuovo...
Poco fa sulla mia pagina Facebook ho voluto gridare il mio augurio rabbioso e ve lo scrivo anche qui amici cari, perché è sincero, sentito, disperato e sotto sotto, molto in profondità speranzoso, perché essendo diventata madre  non posso non continuare a sperare e sognare un mondo migliore per chi ho messo messo al mondo e allora...
"Buon primo maggio a chi lavora a contratto, a chi lavora senza contratto, a chi lavorava a contratto e ora gli tocca lavorare il triplo a nero, a chi lavorava e adesso lavora per cercare lavoro, a chi lavora per accudire i propri figli e la propria casa, magari anche in affitto, ma come se fosse la sua in tutto e per tutto, a chi non arriva a fine mese già dalla seconda settimana, a chi spera di arrivare a fine mese ancora vivo perché di questa vita proprio non ne può più, a chi sa cosa è il primo maggio e a chi oggi usa la giornata per andare al villino al mare per sguazzare nella sua ricchezza che gli auguro sia tutta guadagnata meritatamente e non ottenuta dall'impoverimento di chi aveva già poco, ma si sentiva veramente ricco..."

Un saluto  a ciascuno di voi amici cari, spero scuserete il mio malumore, a presto e spero con il sorriso di sempre...

venerdì 29 marzo 2013

This moment (ventisette)


this moment} - A Friday ritual. A single photo - no words - capturing a moment from the week. A simple, special, extraordinary moment. A moment I want to pause, savor and remember.


venerdì 22 marzo 2013

This moment (ventisei)


this moment} - A Friday ritual. A single photo - no words - capturing a moment from the week. A simple, special, extraordinary moment. A moment I want to pause, savor and remember.

martedì 26 febbraio 2013

Collezioni di ricordi...collezione di insegnamenti

Mi chiedo se quando per mio figlio arriverà il tempo dei sogni saprò  farlo ancora...ricorderò come e quanto sognavo anche io? sarò in grado di comprendere i suoi occhi, di capire quando naufragano tra i pensieri densi come succedeva a me? Mi ripeto sempre che non voglio dimenticare e ripeto a chi mi ascolta che ciò che sono stata, tutti i miei ricordi, gli eventi della mia vita  mi hanno fatto diventare quello che sono adesso e che non è vero che non mi aiuteranno a guardare avanti...anzi! credo  che grazie ad essi riuscirò a guardare oltre addirittura e se riuscirò sempre a custodire con cura ciascun "diario" nella memoria e nel cuore, a modularmi al meglio quando lo vedrò disteso sul letto guardare il soffitto o guardare dalla finestra  qualcosa che non starà di certo dietro ai vetri ma dentro al suo cuore, quando starà in silenzio, quando sembrerà triste e malinconico., quando sorriderà tra se e se, quando un lampo di gioia, di orgoglio, d'amore gli illuminerà gli occhi...beh...spero allora di saper ben utilizzare la mia collezione di ricordi e gli insegnamenti in essi racchiusi per riuscire a capire la sua età...

sabato 23 febbraio 2013

Riflessioni dell'ultim'ora

Se è vero che i frutti cadono solo quando sono maturi al punto giusto al contrario alcuni individui dimostrano la propria immaturità con rovinosissime cadute di stile...

giovedì 21 febbraio 2013

Puzzle di pensieri tra pinze da bucato e panni stesi


E' una giornata di quelle in cui in casa si deve stare con le luci accese nonostante la luce del giorno, fuori non c'è poi così freddo, è umido di pioggia che cade fitta , quasi invisibile.



Io sono rimasta a casa, costretta da un'influenza di nuova generazione, una di quelle incomprensibili, senza febbre, ma caratterizzata da malesseri vari soprattutto da un mal di testa feroce!!! 
Si sa una donna che di solito lavora e ha famiglia rimanendo a casa, se proprio non è quasi moribonda non può certo astenersi dal compiere i propri doveri di casalinga, quindi imbacuccata come si deve, ho appena terminato di ritirare il bucato asciutto...beh si fa per dire...per stendere quello bagnato del mio maghetto.



Ora non so spiegarvi il perché, ma si da il caso che pinse, bucato e stendino ispirino costantemente la mia mente, non so dirvi negli anni quanti bucati stesi siano stati fonte ispiratrice di innumerevoli post, la situazione è inspiegabilmente feconda...boh...questa volta sarà stato il rumore delle ruote sull'asfalto bagnato o il pigolio di alcuni pulcini di piccione che stazionano da giorni sulla tettoia di fronte al mio balcone o forse quell'ombrellino rosso che vedevo in lontananza, con certezza non so dirlo, ma di fatto anche oggi si sono liberati i pensieri e i ricordi  specialmente quello di uno splendido momento vissuto durante la mia gravidanza che non ho mai raccontato qui, quindi mi sono detta perché no!?!
Era  il poco lontano, ma per me ormai lontanissimo settembre 2010,  aspettavo il mio bimbo  da 5 mesi e in quel periodo  eravamo già  in confidenza io e lui, si era fatto sentire molto presto con le sue "bollicine" e ormai tra calcetti e capriole ci facevamo tanta compagnia.
Nonostante la gravidanza non fosse delle migliori e fossi costretta alla quasi immobilità, dopo avere avuto il permesso dal ginecologo io e il marito decidemmo di regalarci una bella serata.
Pienamente coscienti che di concerti chissà quando ne avremmo più rivisti una volta nato il nostro piccolo, cogliemmo l'occasione e acquistammo i biglietti per uno  che sognavamo da tantissimo tempo, il Maestro Morricone avrebbe fatto un'unica data nella nostra città finalmente dopo tanti anni,  in un magnifico contesto, uno splendido teatro cittadino però aperto, un po' azzardato se si pensa che anche qui da noi il mese di Settembre è piuttosto "bagnato" di solito!
Ci concedemmo dunque quella serata sfidando il "malo tempo" settembrino che avrebbe potuto annaffiare generosamente note e spettatori come  alla fine avvenne.
 Sin dalle prime ore del mattino tutto era ben innaffiato a dovere, quindi, facendo tesoro di una precedente catastrofica esperienza vissuta nello stesso luogo, ci equipaggiammo alla perfezione con sacchetti di plastica maxi taglia per i sedili di tela bagnati, per coprire dalla pioggia le nostre gambe da seduti,  giacche impermeabili, sciarpettona di cotone io e ombrello per entrambi più maghetto nel  pancione ovviamente.
 Nonostante il cielo non annunciasse nulla di buono lo spettacolo ebbe inizio, ma il Maestro non fece in tempo a terminare l'esecuzione di una sua composizione che invece degli scrosci di applausi si udirono quelli della pioggia! Per ben tre volte si tentò di portare avanti lo spettacolo senza successo mentre la platea, viste le circostanze, si dimostrava inquieta e speranzosa di ottenere un rinvio che alla fine, per fortuna venne fissato dopo solo pochi giorni. grazie alla decisione del Maestro stesso in omaggio al caloroso pubblico, nonostante i numerosi impegni che avrebbero affollato la sua agenda.


Nonostante tutto io vi dirò sinceramente che anche se speravo in un rinvio come tutti non avevo mai provato una spensieratezza più totale da adulta, pioveva e sotto l'ombrello aperto mi  stringevo a mio marito felice, ridevo mentre sentivo mio figlio muoversi dentro di me, tutto era perfetto,  la musica, il contesto e la pioggia persino e pensavo ad alta voce che era tutto così romantico, che chissà quando mi sarebbe capitato ancora una cosa così particolare.
 Dopo qualche giorno dunque i nostri eroi si ritrovaronoo tutti dinnanzi alla biglietteria del teatro noi compresi al fine di poter procurare il nuovo biglietto.
Mentre mio marito faceva la fila pazientemente,  io me ne restai seduta in una comoda sediolina nell'antisala, sino al momento in cui,  giunto dinnanzi al botteghino mi alzai per raggiungerlo tranquillizzando chi pensò, ahimè non a torto vista la "mala educazione" di certuni, stessi facendo un colpo gobbo stile dromedario vista la panza!
La mia presenza fu provvidenziale in quanto ci era stato assegnato un palchetto al primo piano da raggiungere dopo una bella rampa di scalini alti,  quindi col maghetto in bella vista dimostrai che la necessità del piano terra era reale e fu così che neo mamma, neo papà e maghetto nel pancione poterono alla fine, con strategico anticipo, accomodarsi nella prima fila di un comodo palchetto di un famoso teatro cittadino.


La serata tra meravgliosa musica, ottimi vicini di palco, amore e maghetto ballerino fu un vero trionfo, una delle più belle serate della mia vita, forse uno dei più bei momenti vissuti durante la mia gravidanza, ero traboccante di gioia e riconoscente, per la mia vita, per la vita che custodivo dentro, per tutto quello che stavamo vivendo. Custodisco questo ricordo ancora oggi con tutta la gioia che mi ha regalato allora e oggi ho voluto fermarla qui e raccontarla a voi perché  avevo una cosa da dirmi, si una cosa da dire a me prima che a voi...me lo concederete spero, perchè sapete, vorrei avere ancora adesso quell'energia, la stessa di quella sera sotto la pioggia, non so perché, ma non ne sono più capace come allora, non riesco più a vedere il lato positivo delle cose, anzi il contrario e quindi mi stanco e mi innervosisco facilmente avvelenandomi l'esistenza.
Cosa può essermi successo? perché vivo queste fastidiose e spesso dolorose sensazioni? Saranno forse il peso delle responsabilità e i mille impegni che la vita mi impone?  qualche incertezza economica e anche un po' di paura del futuro un po' troppo incerto e i tanti sogni che ho nel cuore per me e i mie cari che vorrei realizzare con la grazia di Dio? forse saranno anche gli incubi ad occhi aperti , un po' troppa emotività, un po' di troppa stanchezza e un po' di amarezza? la vorrei una risposta sinceramente e la cerco mentre mi cullo nel ricordo di un momento lieto sperando possa riportarmi all'origine come succede quando si rifà la filettatura ad un perno spanato, sarà un po' grezzo come esempio, ma vi garantisco che rende!!! mi sento proprio così, spanata! da rifilettare dentro e fuori per poter nuovamente riavvitarmi al mio bullone, ora che ci penso se è così sono anche sbullonata!!! ma quello un po' lo sono sempre stata in un certo senso e penso buono per fortuna!!! e ora vado miei cari, mi mancherete, ci vediamo alla prossima occasione, sperando che al prossimo bucato trovata una nuova sipirazione possa trovare anche il tempo per fermarla qui per me e per chi vuole ancora passare a leggere.
Un sorriso per tutti a presto!

martedì 19 febbraio 2013

Fermarsi...

...almeno un attimo, un attimo solo  per favore!!! fermarsi a riflettere a dire a raccontare, chi ha più il tempo di farlo mannaggia!!! fermarsi a leggere cosa le altre hanno da dire,  tra le parole, le riflessioni un po' loro un po' tue...fermarsi magari potessi...magari riuscissi soltanto un attimo a poter pensare altro se non alla lavatrice da caricare, al bucato da stendere, a non mancare un solo appuntamento con tutto ciò che devo fare fuori e dentro casa...vorrei fermarmi per riuscire a sorridere ancora e non solo sulla maschera di circostanza che lustro ogni giorno per nascondere la stanchezza, ma anche quando una volta tolta mi ritrovo nuovamente a casa e penso a tutto quello che scalpita, mi chiama, mi rincorre. Voglio fermarmi un attimo e poi ancora un altro e ancora e ancora fino ad arrivare a fermarmi qualche ora per ritrovarmi, per dire, pensare coccolarmi, leggere e scrivere, per sorridere dopo essermi fermata invece di lasciarmi avvilire dal senso di colpa e da tutto quello che non ho fatto...e adesso...tanto per cambiare mi devo fermare e fermo questo straripare di parole perché non posso, non un istante ancora, ma solo uno forse...per un saluto...ciao

giovedì 14 febbraio 2013

Ahhhh l'amore!!!



Questa mattina mentre superpapà prendeva il maghetto dal seggiolino  e lo aiutava a scendere dalla macchina, nonostante il freddo e la pioggia, un piccione si esibiva in un'intensa danza d'amore per una "picciona" ahhhh l'amore!!! e quando poi ad ora di pranzo siamo ritornati a prendere il nostro piccolo abbiamo ricevuto in dono questo biglietto pieno d'amore, è tra i più belli che io abbia mai visto, lo ha fatto insieme alla maestra che lo ha aiutato con pazienza ad incollare i pezzetti di carta crespa dentro alla sagoma da lei disegnata, ci ha corso incontro festoso e sorridente con il biglietto svolazzante tra le manine, eccolo qui su ve lo mostro con orgoglio di mamma. 
Lo diciamo in tanti che non serve ricordarsi solo oggi quanto sia importante amare, capire quanto amiamo chi ci sta accanto, quanto sia importante per noi, quanto sia  indispensabile e dia senso alla nostra vita, ma magari oggi è un giorno in cui possiamo fermarci un attimo per riflettere e dire a noi stessi quanto sia fondamentale ricordarsi sempre che l'amore è festa, gioia, vita, che senza di esso nulla sarebbe uguale, che l'amore muove, sorregge, rinnova e conserva noi e le nostre esistenze. 
Mio padre e mia madre, mio marito e mio figlio, il loro amore mi muove, mi sorregge, mi conserva sempre anche quando non mi accorgo,  anche quando corro, sono infelice, stanca e in collera, anzi forse soprattutto in questi momenti.
Anche se non posso più abbracciare mio padre, anche se non è più qui, il suo amore continua a restare con me, perchè l'amore non muore,  non si spiega, non è razionale, spesso non si tocca, ma ti avvolge, resiste e persiste anche se non ti fermi a guardarlo, ricordarlo ed ascoltarlo...oggi è un buon giorno per farlo o meglio per ricordarsi di farlo un po' ogni giorno.
Con amore e un sorriso Buon S. Valentino a voi tutti!!!

venerdì 8 febbraio 2013

This moment (venticinque)

 
this moment} - A Friday ritual. A single photo - no words - capturing a moment from the week. A simple, special, extraordinary moment. A moment I want to pause, savor and remember.

venerdì 18 gennaio 2013

Due anni!




Sono già trascorsi due anni mio piccolo tesoro e non ci credo ancora. Se tu non fossi stato il mio figlioletto e ti avessi incontrato per strada in braccio ad un'altra mamma, vedendoti avrei desiderato di avere un bimbo uguale a te, non potevi che essere tu, più ti guardo, più ti osservo e più ho la sensazione che tu ci sia sempre stato in qualche modo.
Grazie per avermi scelto come mamma, grazie di avere scelto noi piccolo mio, grazie per avere avuto tanta pazienza per venire al mondo e permetterci di essere i tuoi genitori, da quando ci sei tu  basta un tuo sorriso, basta che ci sei e tutto passa, tutto ha un significato diverso e anche tutto ciò che prima di essere la tua mamma poteva ferirmi per mesi o per anni adesso non riesce  a farlo neanche per un attimo.
Da quando sei nella mia vita il mondo la fuori lo vedo anche con i tuoi occhi ed è tutto da scoprire e da vivere insieme a te ed io non chiedo altro piccolo mio.
Maghetto della mamma ti auguro di affrontare ogni giorno della tua vita con lo scudo di un sorriso e con una spada di bene assoluto e cosa fondamentale che Dio ti protegga sempre, ogni singolo istante tesoro mio.

Mio piccolo maghetto buon compleanno!!!


Lilypie Second Birthday tickers