giovedì 21 febbraio 2013

Puzzle di pensieri tra pinze da bucato e panni stesi


E' una giornata di quelle in cui in casa si deve stare con le luci accese nonostante la luce del giorno, fuori non c'è poi così freddo, è umido di pioggia che cade fitta , quasi invisibile.



Io sono rimasta a casa, costretta da un'influenza di nuova generazione, una di quelle incomprensibili, senza febbre, ma caratterizzata da malesseri vari soprattutto da un mal di testa feroce!!! 
Si sa una donna che di solito lavora e ha famiglia rimanendo a casa, se proprio non è quasi moribonda non può certo astenersi dal compiere i propri doveri di casalinga, quindi imbacuccata come si deve, ho appena terminato di ritirare il bucato asciutto...beh si fa per dire...per stendere quello bagnato del mio maghetto.



Ora non so spiegarvi il perché, ma si da il caso che pinse, bucato e stendino ispirino costantemente la mia mente, non so dirvi negli anni quanti bucati stesi siano stati fonte ispiratrice di innumerevoli post, la situazione è inspiegabilmente feconda...boh...questa volta sarà stato il rumore delle ruote sull'asfalto bagnato o il pigolio di alcuni pulcini di piccione che stazionano da giorni sulla tettoia di fronte al mio balcone o forse quell'ombrellino rosso che vedevo in lontananza, con certezza non so dirlo, ma di fatto anche oggi si sono liberati i pensieri e i ricordi  specialmente quello di uno splendido momento vissuto durante la mia gravidanza che non ho mai raccontato qui, quindi mi sono detta perché no!?!
Era  il poco lontano, ma per me ormai lontanissimo settembre 2010,  aspettavo il mio bimbo  da 5 mesi e in quel periodo  eravamo già  in confidenza io e lui, si era fatto sentire molto presto con le sue "bollicine" e ormai tra calcetti e capriole ci facevamo tanta compagnia.
Nonostante la gravidanza non fosse delle migliori e fossi costretta alla quasi immobilità, dopo avere avuto il permesso dal ginecologo io e il marito decidemmo di regalarci una bella serata.
Pienamente coscienti che di concerti chissà quando ne avremmo più rivisti una volta nato il nostro piccolo, cogliemmo l'occasione e acquistammo i biglietti per uno  che sognavamo da tantissimo tempo, il Maestro Morricone avrebbe fatto un'unica data nella nostra città finalmente dopo tanti anni,  in un magnifico contesto, uno splendido teatro cittadino però aperto, un po' azzardato se si pensa che anche qui da noi il mese di Settembre è piuttosto "bagnato" di solito!
Ci concedemmo dunque quella serata sfidando il "malo tempo" settembrino che avrebbe potuto annaffiare generosamente note e spettatori come  alla fine avvenne.
 Sin dalle prime ore del mattino tutto era ben innaffiato a dovere, quindi, facendo tesoro di una precedente catastrofica esperienza vissuta nello stesso luogo, ci equipaggiammo alla perfezione con sacchetti di plastica maxi taglia per i sedili di tela bagnati, per coprire dalla pioggia le nostre gambe da seduti,  giacche impermeabili, sciarpettona di cotone io e ombrello per entrambi più maghetto nel  pancione ovviamente.
 Nonostante il cielo non annunciasse nulla di buono lo spettacolo ebbe inizio, ma il Maestro non fece in tempo a terminare l'esecuzione di una sua composizione che invece degli scrosci di applausi si udirono quelli della pioggia! Per ben tre volte si tentò di portare avanti lo spettacolo senza successo mentre la platea, viste le circostanze, si dimostrava inquieta e speranzosa di ottenere un rinvio che alla fine, per fortuna venne fissato dopo solo pochi giorni. grazie alla decisione del Maestro stesso in omaggio al caloroso pubblico, nonostante i numerosi impegni che avrebbero affollato la sua agenda.


Nonostante tutto io vi dirò sinceramente che anche se speravo in un rinvio come tutti non avevo mai provato una spensieratezza più totale da adulta, pioveva e sotto l'ombrello aperto mi  stringevo a mio marito felice, ridevo mentre sentivo mio figlio muoversi dentro di me, tutto era perfetto,  la musica, il contesto e la pioggia persino e pensavo ad alta voce che era tutto così romantico, che chissà quando mi sarebbe capitato ancora una cosa così particolare.
 Dopo qualche giorno dunque i nostri eroi si ritrovaronoo tutti dinnanzi alla biglietteria del teatro noi compresi al fine di poter procurare il nuovo biglietto.
Mentre mio marito faceva la fila pazientemente,  io me ne restai seduta in una comoda sediolina nell'antisala, sino al momento in cui,  giunto dinnanzi al botteghino mi alzai per raggiungerlo tranquillizzando chi pensò, ahimè non a torto vista la "mala educazione" di certuni, stessi facendo un colpo gobbo stile dromedario vista la panza!
La mia presenza fu provvidenziale in quanto ci era stato assegnato un palchetto al primo piano da raggiungere dopo una bella rampa di scalini alti,  quindi col maghetto in bella vista dimostrai che la necessità del piano terra era reale e fu così che neo mamma, neo papà e maghetto nel pancione poterono alla fine, con strategico anticipo, accomodarsi nella prima fila di un comodo palchetto di un famoso teatro cittadino.


La serata tra meravgliosa musica, ottimi vicini di palco, amore e maghetto ballerino fu un vero trionfo, una delle più belle serate della mia vita, forse uno dei più bei momenti vissuti durante la mia gravidanza, ero traboccante di gioia e riconoscente, per la mia vita, per la vita che custodivo dentro, per tutto quello che stavamo vivendo. Custodisco questo ricordo ancora oggi con tutta la gioia che mi ha regalato allora e oggi ho voluto fermarla qui e raccontarla a voi perché  avevo una cosa da dirmi, si una cosa da dire a me prima che a voi...me lo concederete spero, perchè sapete, vorrei avere ancora adesso quell'energia, la stessa di quella sera sotto la pioggia, non so perché, ma non ne sono più capace come allora, non riesco più a vedere il lato positivo delle cose, anzi il contrario e quindi mi stanco e mi innervosisco facilmente avvelenandomi l'esistenza.
Cosa può essermi successo? perché vivo queste fastidiose e spesso dolorose sensazioni? Saranno forse il peso delle responsabilità e i mille impegni che la vita mi impone?  qualche incertezza economica e anche un po' di paura del futuro un po' troppo incerto e i tanti sogni che ho nel cuore per me e i mie cari che vorrei realizzare con la grazia di Dio? forse saranno anche gli incubi ad occhi aperti , un po' troppa emotività, un po' di troppa stanchezza e un po' di amarezza? la vorrei una risposta sinceramente e la cerco mentre mi cullo nel ricordo di un momento lieto sperando possa riportarmi all'origine come succede quando si rifà la filettatura ad un perno spanato, sarà un po' grezzo come esempio, ma vi garantisco che rende!!! mi sento proprio così, spanata! da rifilettare dentro e fuori per poter nuovamente riavvitarmi al mio bullone, ora che ci penso se è così sono anche sbullonata!!! ma quello un po' lo sono sempre stata in un certo senso e penso buono per fortuna!!! e ora vado miei cari, mi mancherete, ci vediamo alla prossima occasione, sperando che al prossimo bucato trovata una nuova sipirazione possa trovare anche il tempo per fermarla qui per me e per chi vuole ancora passare a leggere.
Un sorriso per tutti a presto!

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