sabato 26 giugno 2010

Bip (1° parte)


Questa nuova esperienza l'ho intrapresa con lo spirito di chi trasloca in una nuova casa, bella, luminosa e accogliente, ma da personalizzare, dunque impossibile non aprire gli scatoli che contengono le cose più care e dar loro una nuova vita nel nuovo ambiente.
Spero di non annoiare i nuovi amici pubblicando in questo nuovo angolo alcune parti di un piccolo racconto iniziato intorno al 22/11/07...so che chi mi conosce da anni avrà piacere nel rileggerlo, anche perchè sa di me e legge tra le righe oltre al racconto.
Questa di seguito è solo una parte introduttiva...metterò in successione, di volta in volta, alcune parti a me molto care e poi, una volta fatto ciò penso proprio di aver terminato col mio "trasloco".
Vi lascio sempre con un sincero sorriso e con l'augurio di un sereno, luminoso eappagante fine settimana.
A presto.
Manu/Trilly :D

Bip

Ore 14,30 in punto, prese il suo badge dal taschino interno della borsa e lo fece scorrere lungo la fessura dell’orologio, ” BIP” , anche quella giornata di lavoro era terminata. Stanca? Si ma non per il troppo lavoro, anzi, forse più per il contrario e per la ingiustificata tensione che da sempre le suscitava una giornata trascorsa in quel luogo così familiare, ma altrettanto distante e diverso da come lei era veramente. Uscì fuori dal portone e si diresse verso la stazione della metropolitana li vicino, passo dopo passo, pensiero dopo pensiero, si perché quella sua testa stava istintivamente rielaborando immagini, ricordi ed emozioni vecchie generandone così delle nuove. La metro era ferma al binario e, dopo un breve controllo, accertatasi che fosse la sua, timbrò il biglietto e ci saltò su. Era un nuovo modello piuttosto accogliente, i sedili azzurri non dimostravano ancora l’usura cagionata dallo strofinio dei tanti passeggeri. Il vagone quasi vuoto le diede ampia possibilità di scelta, ed ecco li una poltrona vicino al finestrino, un po’ più isolata, ideale per abbandonarsi ed abbassare un po’ la tensione. La sua meta era molto banale, ma ugualmente tanto ambita, soltanto il parrucchiere, un occasione gradita per dedicarsi un po’di attenzione, prendersi cura di se come ormai da un po’ di tempo, nella sua vita nuova, era solita fare più spesso. Improvvisamente altri passeggeri cominciarono a riempire il vagone, distribuendosi a piacere nei restanti sedili. Lei guardava i loro movimenti con sguardo veloce controllando se fossero facce conosciute, ma nessuna lo era e ciò la pose in condizione di rilassarsi del tutto. Non che non le facesse piacere incontrare qualcuno, anzi considerava la cosa sempre gradevole, ma non in quel momento in cui stava dedicandosi ai suoi pensieri, forse avrebbe avuto solo la voglia o meglio, la curiosità di incontrare qualcuno in particolare e poterlo osservare da lontano, ma infondo non ne era poi così convinta. Ad un tratto si chiusero le porte, la metro partì morbidamente, sembrava fosse il contesto esterno a scivolare via e non il treno sulle rotaie, ma poi la velocità incalzante diede un po’ più di movimento alla vettura e così quel breve viaggio ebbe inizio. Aveva il volto riverso al finestrino e le sue pupille in continuo movimento catturavano, come un obiettivo, tutti i particolari del paesaggio per niente affascinante. Improvvisamente altre immagini vissute in un altro momento della sua vita si sovrapponevano su ciò che stava guardando, e il viaggio della memoria dava luogo così ad un appassionante flashback.

3 commenti:

  1. Bene, bene....questo racconto mi ha già "preso" e non vedo l'ora di leggere il seguito!

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  2. Oh Manu.. ti ho sempre letta con grande piacere.. ma non immaginavo proprio che tu fossi così brava a scrivere!
    Mi piace questo racconto.. già mi ha preso..
    Aspetto il resto...
    :-)

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  3. @Ale il resto arriva presto e spero ti piacerà :)
    @Chiara troppo gentile...mi diverte scrivere da sempre...sin da ragazzina...quando sono in vena butto giù parole e parole...sono felice ti sia piaciuto...:)

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