lunedì 28 giugno 2010

Bip (3° parte)



…appena ebbe inizio la prima galleria, vide la sua immagine riflessa e così i suoi ricordi ripresero a viaggiare… Le sue mani poggiate sul bordo del tavolo, una luce al neon che illuminava la cucina in modo fin troppo artificiale, i libri aperti, gli occhi bassi e i capelli spettinati come i suoi pensieri, un senso di dolore acuto, ma non fisico. Anna diceva: - “io non ti capisco Laura ma cosa vuoi? “– e lei rispondeva pronta –“un complice! ” - come se avesse tenuto da parte quella risposta da sempre e aspettasse il momento giusto per pronunciarla. Anna sgranò gli occhi, non avrebbe mai pensato di sentirsi rispondere così. - “mi potresti spiegare come puoi essere così sicura che lui sia come credi? non lo conosci, ci hai parlato solo una volta e sostieni di esserne innamorata, rifletti un attimo, tu non puoi esserlo, tu lo pensi, te ne convinci, hai la presunzione di dire che lui sia come credi, ma non puoi saperlo” – . Che rabbia le facevano quelle parole e, allo stesso tempo, che profondo senso di disperazione. Anna, da un certo punto di vista avrebbe potuto avere ragione, ma infondo era troppo superficiale per comprendere quel sentimento intenso. Laura aveva esattamente percepito ogni singola vibrazione che quel giovane uomo era stato in grado di emettere e quell’incontro così breve era stato talmente intenso da darle certezza assoluta. Quegli occhi si raccontavano e in essi si scorgeva tutto lo splendore, il fascino di una personalità in evoluzione, ma già ben delineata. Laura aveva solo quindici anni, ma sentiva, sapeva che quello era il suo primo, grande amore. La luce del sole prese il posto del buio della galleria, così intensa da destarla immediatamente dal sonno dei ricordi. La metro cominciò a rallentare, la prossima sarebbe stata la sua fermata. Si alzò e si avvicino quanto possibile all’uscita, in fila dietro agli altri passeggeri lungo il corridoio tra i sedili. La porta si aprì automaticamente, scese sul marciapiede e si diresse verso la rampa di scale che l’avrebbe portata in strada. Camminava velocemente guardando l’asfalto muoversi sotto le sue scarpe, mentre scorrevano ancora dentro i suoi occhi le ultime immagini, come foto poggiate su un tavolo, l’una sopra l’altra disordinatamente: un sorriso incorniciato dai capelli mossi, occhi dentro ai suoi occhi, un volto dietro alle sbarre di quel maledetto cancello chiuso, lui che camminava di spalle e quel suo doloroso addio sussurrato nei pensieri. Quell’esperienza, tanto bella quanto devastante lei la ricordava perfettamente, così come tutto quello che aveva provato, tutto quello che aveva pensato, bastava poco per riuscire, addirittura, ad avvertire ancora il dolore. Si chiedeva perché il destino le fosse stato così avverso in quelll'occasione: la rivelazione fatta, stupidamente e quasi certamente non a fin di bene da Anna ad Andrea circa i suoi sentimenti e la conseguente timidezza, tale da non farla più parlare, da impedirle di guardarlo, da farla divenire in sua presenza come una statua di sale per la vergogna di amarlo così tanto, vergogna che lui lo avesse saputo e quel dolore acuto per tutto quell’amore non corrisposto, sprecato. Costeggiò il distributore di benzina, più avanti ancora la bottega del fioraio e un negozio di articoli da regalo dove si soffermò ad ammirare la vetrina allestita con angeli di terracotta, piccole fate, e colorate farfalle di tulle. Riprese la marcia respirando un paio di volte più profondamente. Con la mano liberò una ciocca di capelli rimasta intrappolata dentro al colletto del cappotto, la prese tra le dita e la fece scorrere per tutta la lunghezza sino alle punte che di lì a poco avrebbe fatto tagliar via, e pensò che mai niente avrebbe tagliato via i suoi ricordi, niente avrebbe potuto cambiarne il colore come avrebbe fatto con i suoi capelli. Prese con tutte e due le mani l’intera chioma come se volesse raccoglierla a coda di cavallo, poi la fece andare giù morbidamente sulle spalle, quel gesto era il suo addio prima del taglio. Ancora due passi, ecco, spinse la porta ed entrò.

3 commenti:

  1. E' bellissimo questo racconto! Poi già ti ho detto che le tue descrizioni sono fantastiche! Attendo il Bip -4°parte!!!!!

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